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Le chiese
parrocchiali
Santa Maria del Rosario
di Cadola
Di stile neoclassico, è la chiesa più grande, importante e
antica del comune. Prima dell’attuale costruzione iniziata nel
1862 su progetto di Giuseppe Segusini, esisteva in questo luogo la
chiesa della vecchia pieve edificata intorno al 1570 sui resti di
una costruzione sacra precedente, anteriore all’anno mille, come
risulta dai ruderi del lato nord. La chiesa arcipretale di Cadola,
tempio principale dell’antica Pieve del Frusseda (ora Comune di
Ponte nelle Alpi), conserva opere di grande valore artistico, come
la pala (olio su tela) alle spalle dell’altare maggiore che Cesare
Vecellio, nipote del grande Tiziano, dipinse e firmò nel 1581. Essa
raffigura Maria in trono con Gesù Bambino e ai piedi San Giovanni
Battista e San Girolamo. La data del 1585 è impressa nella pietra
del fonte °battesimale che ricorda il pievano Sebastiano Sabatini.
Nel 1872 la chiesa si arricchì (primo altare a sinistra) di una
statua della Madonna in legno laccato di bianco, opera dello
scultore Valentino Besarel. Nell’arcipretale di Cadola sono
esposti dipinti di grande fattura, due dei quali di Francesco
Frigimelica il Vecchio. Vi sono anche conservati numerosi calici, il
più prezioso dei quali è quello d’oro donato nel 1843 alla
chiesa dal papa Gregorio XVI che nella sua giovinezza soggiornò
spesso
a Canevoi e a Fontanelle dai parenti Pagani-Cesa. Di notevole pregio
artistico è il complesso di affreschi nel presbiterio eseguiti nel
1946 dal pittore veneziano Guido Cadorin: un intero ciclo su Maria,
dall’Annunciazione (Abside) alla Natività e al Calvario (lati del
coro), dall’Immacolata tra i papi Pio IX e Pio XII (catino
dell’abside) al Trionfo dell’Assunta (cupola); nelle quattro
“vele” i grandi Profeti dell’Antico testamento. Di Cadorin è
anche la Pietà raffigurata nell’affresco esterno, sopra
il portone principale.
Santa Maria Nascente di Polpet
Di costruzione recente (iniziata nel 1958 in conseguenza della
separazione, avvenuta 10 anni prima, del territorio della Destra
Piave dalla grande parrocchia di Cadola), la chiesa di Polpet è la
seconda per importanza e grandezza. Di notevole valore è il
Crocifisso in bronzo dello scultore Arturo Faganello che domina la
navata principale; di Faganello è anche la grande vetrata policroma
della facciata principale. Le stazioni bronzee della Via Crucis sono
di Franco Fiabane. Nella cripta è conservata la statua dorata della
Madonna della Salute della Scuola carnica e la pregevole lunetta
di Cesare Vecellio raffigurante la nascita di Maria.
Santi Angeli Custodi di Quantin
Questa parrocchiale è stata eretta nel 1888-89 in sostituzione
di una chiesa molto antica, probabilmente risalente al 1400, ma
ormai non idonea a contenere l’accresciuta popolazione.
In essa sono conservate opere pregevoli del 1600: le tele
raffigurati Cristo Portacroce di Francesco Frigimelica il Vecchio, i
santi Mattia e Matteo e i santi Ermagora e Fortunato, entrambe di
Anonimo.
San Giuseppe di Col di Cugnan
Concepita con criteri moderni su progetto di Adriano Alpago
Novello e Vincenzo Barcelloni Corte,
la chiesa parrocchiale è stata consacrata nel 1972. L’ampio
presbiterio è dominato da un dipinto di Franco Fiabane raffigurante
la Sacra Famiglia. Dietro l’altare è esposto il polittico
quattrocentesco proveniente dalla scomparsa chiesetta di San
Floriano
Le chiesette
Madonna di Vedoia a
Polpet: risalente al 1730, è dedicata alla Madonna Addolorata
della quale, incastonata nella pala portante dell’altare, c’è
la stupenda raffigurazione eseguita da Cesare Vecellio. Sant’Andrea
in Monte: del XII secolo, è eretta sul pianoro del monte Frùsseda,
a circa 800 metri
di altitudine
Santa Caterina di Ponte: 20del secolo XIII, è posta sul
costone a strapiombo sul Piave e conserva notevoli affreschi e opere
lignee.
Natività di Pian di Vedoia: edificata nel 1956 sui resti di
un’antica fornace per la calce.
San Michele Arcangelo di Lastreghe: risalente al secolo XVI,
contiene un antico dipinto su tavola.
Santi Filippo e Giacomo di Soccher: di antichissima
fondazione (ribadita dai protocolli del 1598) conserva pregevoli
opere pittoriche e lignee.
San Martino di Casan: anteriore al 1526, contiene antiche e
importanti tele.
San Marco di Arsié: anche questo tempietto è antecedente al
1500; di notevole pregio è la pala dell’altare.
San Pietro di Reveane: si hanno notizie della sua antichità
fin dai primi del Cinquecento, conserva
il dipinto del santo rifatto dal pittore Vardanega nel 1946.
San Tommaso di Roncan: anche di questa chiesetta si hanno
notizie nel 1500; di pregio è l’alzata lignea degli inizi del
XVII secolo.
San Silvestro di Cugnan: la prima attestazione risale al
1345; notevole la tela di Francesco Frigimelica il Vecchio.
San Lorenzo di Losego: di origine almeno quattrocentesca,
conserva la pala cinquecentesca
di Nicolò de Stefani.
San Bartolomeo di Vich: edificata intorno alla metà del
Quattrocento, contiene una tela
del Frigimelica.
San Sebastiano di Lizzona: originariamente eretta in epoca
cinquecentesca, conserva la pala
di Luigi Vardanega.
San Paolo di La Secca: risalente alla fine del ‘600, è
posta su un lembo di roccia che dà sul lago
di Santa Croce.
Gli oratori
Sant’Anna di Canevoi:
di epoca imprecisata, viene rifatto prima nel 1713 e successivamente
nel 1937.
Vergine di Castelmonte ai Mazzucchi: edificato nel 1954 dalle
quattordici famiglie del borgo.
Fonti: “Studio d’ambiente” di Adriana Boito e “Le chiese
dell’antica Pieve di Cadola” di Flavio Vizzutti. |