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Stazione Radon di Ponte nelle Alpi Belluno - RadonLive - sperimentazione sulla previsione dei terremoti
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Stazione sperimentale di rilevazione Radon in via Zattieri a Ponte nelle Alpi - Belluno studio e analisi dati di relazione tra aumento della concentrazione Radon e fenomeni tellurici Latitudine 46.178530 - Longitudine 12.279610 - Altitudine 315 metri S.L.M
aggiornamento centralina ogni minuto
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fonte www.abruzzoweb.it L'AQUILA - La ricerca sui precursori sismici di Giampaolo Giuliani sbarca negli States. Il tecnico aquilano dei Laboratori nazionali del Gran Sasso partirà domani per gli Stati Uniti verso la California, precisamente presso la Chapman University di Los Angeles, dove sarà installato ufficialmente il primo rivelatore di particelle gamma della storia statunitense. "Giuliani - riferisce una nota della Fondazione omonima - si assenterà per una quindicina di giorni, giusto il tempo di installare, testare e inviare i primi dati, che saranno trasmessi sul nostro sito per la costruzione dei primi grafici radon". "I tempi sono cambiati - conclude la nota - e la nostra ricerca è andata avanti nonostante le avversità delle istituzioni. Siamo arrivati a un momento storico dove la nostra ricerca sta riscuotendo molti riconoscimenti internazionali". Un riconoscimento importante, quindi, per la ricerca di Giuliani, basata sullo studio del gas radon, capace di indicare se avverrà o meno un terremoto. Lo stesso Giuliani, studiando i numerosi episodi dello sciame sismico nella zona dell'Aquila prima dell'aprile 2009, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere a un evento più serio. Le sue indicazioni erano però rimaste inascoltate: anzi, il ricercatore era stato accusato di procurato allarme, accusa da cui è stato successivamente prosciolto. (e.m.) __________________________________________________fonte la Stampa.it
«I terremoti oggi non sono prevedibili, ma la
prevedibilità di un evento è un obiettivo scientifico realistico»
ROMA
Dopo la tragedia in Abruzzo e la polemica sull'allarme ignorato la domanda che tutti si fanno è una sola: «I terremoti si possono prevedere?» Secondo gli scienziati la risposta è «no». Altri, invece, si affidano a nuove teorie. Il Radon, per esempio, del quale si parla in queste ore per la possibilità che indagando le sue emissioni si possa prevedere un terremoto, è un gas radioattivo nobile. Le prime anomalie dei valori del Radon furono rilevate nel 1966 quando, in occasione del disastroso terremoto di Tashkent in Uzbekistan, i livelli di gas nell’acqua dei pozzi salirono bruscamente. Da allora si è sviluppata la teoria secondo la quale il Radon accumulato nelle rocce potrebbe essere utilizzato come possibile indicatore premonitore di eventi sismici, liberandosi non appena le tensioni sotterranee si avvicinano ad una soglia critica. Sono così iniziate misure sistematiche delle variazioni temporali del radon in altre zone sismiche, soprattutto in California, Cina ed Islanda. Il sismologo Tsuneji Rikitake, si legge nel sito dell’Osservatorio geofisico di Novara, segnala dodici casi di variazioni nella concentrazione di radon direttamente correlati ad eventi sismici. Il fenomeno è stato studiato per otto anni lungo la Rift Valley, l’imponente frattura tettonica che corre da nord a sud lungo la porzione orientale dell’Africa, nei pressi del Mar Morto; gli studi hanno rivelato che, all’interno della faglia, entro tre giorni dai picchi di radon si sono verificati 40 terremoti contro i 22 statisticamente attesi. Gli studi passati hanno evidenziato due possibili tipi di anomalie nei valori del radon: a lungo ed a breve termine. Nelle prime le concentrazioni di Radon cominciano ad aumentare parecchi mesi o addirittura anni prima dell’evento sismico, sino a raggiungere valori anche 3-4 volte maggiori del valore di fondo; le seconde iniziano invece alcuni giorni o qualche mese prima dell’evento sismico e presentano ampiezza generalmente molto maggiore delle prime, fino a raggiungere valori due ordini di grandezza superiori al segnale di fondo. È vero che i terremoti oggi i terremoti non possono essere previsti con certezza. Ma è altrettanto vero che la prevedibilità di un evento è un obiettivo scientifico realistico, tanto che Ian Main, sismologo dell’Università di Edimburgo, ha definito quattro livelli di predizione: 1) Eventi indipendenti nel tempo, indagati su base statistica e sull’osservazione di eventi precedenti; 2)eventi legati alla variabile tempo e in questa prospettiva valutati; 3)eventi prevedibili in base a determinati segnali (il radon, ad esempio); eventi del tutto prevedibili nel tempo e nello spazio, e in grado di lasciare il tempo ai provvedimenti di evacuazione. La presenza del radon in eventi sismici importanti, come nell’ottobre del 2002 poco prima del terremoto di S. Giuliano, ha spinto una società italiana, la Caen di Viareggio, a mettere a punto strumenti per la misurazione del radon. Al progetto partecipano anche la Fondazione Nixon e la Duke University. L’obiettivo è la creazione di un sistema di allerta che funzioni come quello che indica l’avvicinarsi di uno tsunami. Secondo la Protezione civile, i terremoti al contrario di quanto avviene per le eruzioni vulcaniche, non danno alcun segnale di preavviso: «Si può ipotizzare - spiega il vice capo della Protezione Civile - il verificarsi di un terremoto solo in termini statistici, tenendo conto del territorio e del tipo di eventi. Ci stiamo provando addirittura coi satelliti, stiamo finanziando assieme all’Asi (Agenzia spaziale italiana) degli studi, ma siamo ancora ben lontani dalla possibilità di previsioni specifiche». «Quello che si deve fare invece - sottolinea De Bernardinis - è investire sulla riduzione della vulnerabilità, così come da anni chiediamo. Quella è l’arma primaria». L’altro fronte, continua, è quello della pianificazione della risposta di Protezione civile quando si verificano i terremoti: su questo terreno «Sulmona e L’Aquila si sono presentate molto pronte. Devo dire - conclude - che l’Abruzzo dal 2007 a oggi ha brillato per miglioramento della propria pianificazione di Protezione civile».
___________________________________________________________________________________ tratto da wikipediaCaratteristiche principaliIl radon è un elemento chimicamente inerte (in quanto gas nobile), naturalmente radioattivo. A temperatura e pressione standard il radon è inodore e incolore. Nonostante sia un gas nobile alcuni esperimenti indicano che il fluoro può reagire col radon e formare il fluoruro di radon. Il radon è solubile in acqua e poiché la sua concentrazione in atmosfera è in genere estremamente bassa, l'acqua naturale di superficie a contatto con l'atmosfera (sorgenti, fiumi, laghi...) lo rilascia in continuazione per volatilizzazione anche se generalmente in quantità molto limitate. D'altra parte, l'acqua profonda delle falde, può presentare una elevata concentrazione di 222Rn rispetto alle acque superficiali. In Italia l'ente preposto alla misura del radon nelle abitazioni e nei luoghi chiusi sono le ARPA, a cui si può fare riferimento per adottare provvedimenti di bonifica nei casi di superamento dei limiti di legge. ApplicazioniIl radon viene a volte prodotto da alcuni ospedali per uso terapeutico. Viene pompato il suo gas da una sorgente di radio e immagazzinato in piccolissimi tubi chiamati semi o aghi e utilizzato poi per la radioterapia. A causa della sua rapida dispersione in aria, il radon viene utilizzato in ricerche idrologiche che valutano le interazioni tra acqua profonda, ruscelli e fiumi. Ci sono alcune ricerche che studiano come poter utilizzare la misurazione dell'incremento di emissione di radon come precursore sismico[2], in quanto la sua emissione in atmosfera è fortemente influenzata dalla conformazione geologica, e in caso di variazioni di pressione o di movimenti delle faglie si è notata una variazione delle emissioni del gas. Ad oggi però in letteratura scientifica non risultano studi sul radon come precursore sismico che ne dimostrino un livello di affidabilità tale da renderne possibile l'uso nell'ambito della protezione civile. In Italia l'impiego del radon come precursore sismico è stato al centro di una polemica nell'ambito delle vicende legate al terremoto dell'Aquila del 2009 fra Giampaolo Giuliani, tecnico del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, sostenitore di tali tecniche e altri, scettici, tra cui Guido Bertolaso, allora direttore della protezione civile italiana.[3] Radon e salutePoiché il radon è un gas radioattivo, può risultare cancerogeno se inalato, in quanto emettitore di particelle alfa. La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno (altre fonti possono essere in misura minore i materiali di costruzione, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti e l'acqua), dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi ove diventa pericoloso. Si stima che sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta[4][5], ed alcuni studi evidenziano sinergie fra le due cause[6]. L'isotopo più significativo per la dose dell'uomo è il Radon 222, che ha un periodo di dimezzamento di 3.82 giorni. Esso deriva, per decadimento alfa, dalla catena di decadimento dell'Uranio 238 e del Radio 226. Il radon, in generale, ha una grande volatilità e inerzia chimica: per cui, difficilmente reagisce con altri elementi, e tende a risalire in superficie. Il radon e i suoi discendenti nella catena di decadimento a loro volta emettono particelle alfa e un'elevata densità di radiazioni ionizzanti. I livelli di guardia sono 150 Bq/m3, corrispondenti a circa 4 pCi/l. Più alta è la concentrazione nell'ambiente più alto è il rischio di contrarre il tumore. Un metodo immediato per proteggersi dall'accumulo di questo gas è l'aerazione degli ambienti, soprattutto nei casi in cui questi siano interrati o a contatto diretto col terreno. Questa tecnica risulta spesso però insufficiente o inefficace e, specialmente nei mesi invernali dispendiosa in termini di riscaldamento dei locali. La prima cosa da fare, nei casi in cui si sappia di essere in una zona a rischio, è di effettuare delle misurazioni di concentrazione presso la propria abitazione atte a determinare se questo problema esiste veramente. Infatti non è sufficiente sapere che edifici vicini al nostro sono contaminati da radon poiché l'emissione di questo gas dipende da numerosissimi fattori, difficilmente determinabili a priori. Secondo alcuni il radon sarebbe una possibile ipotesi per spiegare scientificamente la maledizione di Tutankhamon[7], anche se questa ipotesi risulta essere estremamente improbabile e non avvalorata da alcun riscontro scientifico. Normativa italianaIn Italia non c'è ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea di 200 Bq/m³ per le nuove abitazioni e 400 Bq/m³ per quelle già esistenti. Una normativa invece esiste per gli ambienti di lavoro (Decreto legislativo n° 241, del 26/05/2000) che fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m³. Per le scuole non vi sono indicazioni ma si ritiene per il momento di poter assimilare una scuola ad un ambiente di lavoro. Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi: Stati Uniti: 150 Bq/m³, Regno Unito: 200 Bq/m³, Germania: 250 Bq/m³ La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m³ e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m³, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi. In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m³[11]. tratto da wikipedia _____________________________________________________________________________________ tratto da http://www.arpa.veneto.it COS'È IL RADON?Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, prodotto dal decadimento radioattivo del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio, elementi che sono presenti, in quantità variabile, nella crosta terrestre. La principale fonte di
immissione di radon nell’ambiente è il suolo, insieme ad alcuni
materiali di costruzione -tufo vulcanico- e, in qualche caso, all’acqua.
IL RADON IN VENETOIl
valore medio regionale di radon presente nelle abitazioni non è elevato,
tuttavia, secondo
un’
indagine conclusasi nel 2000, alcune aree risultano più a rischio
per motivi geologici, climatici, architettonici, ecc. Gli
ambienti a piano terra, ad esempio, sono particolarmente
esposti perchè a contatto con il terreno, fonte principale da cui
proviene il gas radioattivo nel Veneto. PERCHÈ E COME MISURARLO
Non tutte le abitazioni di un Comune a rischio sono inquinate dal radon,
in media circa 15 ogni 100 possono superare il livello di 200 Bq/m3. Non
è escluso, poi, che abitazioni situate fuori dai Comuni a più alto
potenziale, possano presentare elevate concentrazioni di radon. COME PROTEGGERSIÈ possibile proteggersi efficacemente dal radon. Nel caso in cui la misura sia maggiore di 200 Bequerel per metro cubo, la Regione Veneto suggerisce alcune azioni di rimedio come:
Semplici lavori di bonifica consentono di ridurre l’ingresso di radon nella casa a livelli accettabili, ma è raccomandabile rivolgersi ad aziende edili specializzate in questo settore. I costi di bonifica variano da 500 a 3.000 euro (1-6 milioni di lire). Un’opportuna aerazione dei locali può costituire azione provvisoria utile in attesa di interventi specifici. PER SAPERNE DI PIÙPer informazioni generali su radon e salute, localizzazione del rischio, misurazioni e bonifiche contattare telefonicamente i Dipartimenti Provinciali ARPAV ai seguenti numeri: DAP Belluno: 0437 216323
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