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Ponte
nelle Alpi, 20 aprile 2004
Tre giorni in agriturismo e poi a Roma per le terze
dell’Oltrerai
che hanno vinto il primo premio del concorso “Che
gusto c’è”
Il tema
proposto era “Che gusto c’è – Giochiamo con le cose buone della
nostra terra”. Così gli alunni delle terze A e B della scuola elementare
dell’Oltrerai hanno giocato. E hanno vinto. Delle 170 mila classi del
secondo ciclo elementare coinvolte, quelle del plesso pontalpino sono
arrivate prime in questo concorso indetto nell’ambito del progetto
interregionale “Comunicazione ed educazione alimentare” su iniziativa
del Ministero delle Politiche agricole e forestali, delle Regioni italiane e
di Ismea (Servizi per il mercato agricolo alimentare) in collaborazione con
il gruppo editoriale Giunti di Firenze.
Il premio
è di quelli che non si dimenticano: tre giorni tutti insieme (dal 17 al 19
maggio) in un agriturismo probabilmente del Piemonte. E poi il 27 maggio, la
premiazione ufficiale a Roma. Nel telegramma inviato al dirigente
dell’Istituto comprensivo di Ponte nelle Alpi, Salvatore Russotto, è
scritto: “A breve termine l’assessore regionale della Toscana si
congratulerà personalmente per il significativo contributo dato dalla sua
scuola all’iniziativa. I costi saranno a carico dell’Ismea”.
“Il
2004 – ha commentato l’assessore alla Pubblica istruzione, Morena Pavei
– è un anno ricco di soddisfazioni per la scuola pontalpina. Il merito va
agli insegnanti e agli alunni per la sensibilità con la quale affrontano
determinati temi; impegno premiato in ambito nazionale ed internazionale. Mi
congratulo e sono fiera delle nostre scuole che onorano Ponte nelle Alpi
raggiungendo alti livelli ed ottenendo importanti riconoscimenti in diverse
attività: dalla musica allo sport, dalla storia alla scienza, passando
attraverso l’arte e la cultura in generale”.
Il
progetto “Che gusto c’è” ha avuto avvio verso l’inizio dell’anno
scolastico quando è stato accolto l’invito a partecipare al concorso
indetto per dare modo ai ragazzi di raccontare la storia e la tradizione di
un prodotto tipico della propria regione, di scoprire come cultura e
agricoltura sono destinate a incontrarsi e a integrarsi poiché la storia
dei prodotti tipici è la storia delle nostre radici.
Gli
scolari delle terze dell’Oltrerai, insieme con le loro maestre Rossella
Fiori, Mirka Pierobon e Maria Luisa Rizzo, hanno pensato subito al piatto
tradizionale per eccellenza della nostra terra: la polenta. Ma come fare per
rendere interessante un cibo semplicissimo e poverissimo? L’unica via era
quella di mettere in moto le inventive di tutti, comprese quelle di una
mamma.
Durante i
laboratori del martedì pomeriggio di novembre e dicembre i bambini hanno
costruito un originale gioco dell’oca titolato “Mìssia la polenta e
gira l’oca”. Hanno realizzato il percorso con 63 caselle disegnate e
numerate che hanno formato un grande tagliere. Ogni figurina è stata
istoriata utilizzando i prodotti del mais: foiole (cartocci) della
pannocchia ritagliate e dipinte per raffigurare gli animali del cortile e
gli attrezzi del contadino, applicate
su cartoncino il cui sfondo è stato realizzato con la farina di diverse
tinte, colorata con la china. In questo tracciato gli alunni hanno inserito
anche schede scientifiche sul granoturco e antichi proverbi nostrani legati
alla polenta.
Quindi,
per dare un segno di multietnicità al lavoro compiuto, sono state
trascritte con l’alfabeto arabo le traduzioni dei vocaboli inerenti al
tema.
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