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Ponte nelle Alpi, 1 settembre 2003
Contributo del Comune per l’opera preziosa
svolta dai cacciatori della Riserva pontalpina
per
la salvaguardia dell’ambiente
Anche per questa stagione sono terminati i
lavori di ripristino ambientale, di pulizia dei sentieri montani e di
sfalcio dei prati eseguiti dai soci (nella foto) della Riserva alpina di
caccia di Ponte nelle Alpi, presieduta da Paolo De Vettor, che conta 96
soci.
Si tratta di un volume notevole di
interventi: 184 mila metri quadrati di terreni ripristinati e sfalciati, di
cui 163 mila sui Coi de Pera e 21 mila sul monte Dolada; 1.800 metri
quadrati di campi arati e seminati a trifoglio per l’alimentazione delle
lepri (specie in forte diminuzione), di cui 1.200 sui Coi de Pera e 600 sul
Dolada; ripristino di sentieri del monte Serva, in particolare sono stati
resi praticabili tutti i quelli della valle del rio Frari (Fruga Dalmede e
delle Taiade), e il sentiero Val Pora del monte Dolada. Tutto ciò ha
richiesto l’opera di 43 soci i quali hanno offerto 736 ore lavorative
utilizzando macchinari e trattori per 68 ore, oltre alla falciatrice per 52
ore.
Così anche quest’anno la Giunta comunale,
riconoscente per l’opera svolta per la salvaguardia e la cura del
territorio, ha deliberato di assegnare al sodalizio dei cacciatori
pontalpini la somma di mille euro. Pure la Comunità montana Belluno – Ponte
ha contribuito con una giornata di lavoro delle proprie maestranze e
attrezzature per il ripristino di un terreno in quota particolarmente
disagevole da raggiungere e da curare.
L’azione della riserva di caccia pontalpina
è sicuramente preziosa e anche in gran parte conosciuta dalla popolazione,
dato che da diverso tempo il gruppo dei cacciatori si prodiga con azioni
mirate per arginare con efficacia gli effetti del progressivo abbandono
delle attività agricole che, specie nelle zone più difficili da raggiungere,
hanno creato anche problemi alimentari per la fauna selvatica, oltre a
problemi igienico sanitari e l’aumento delle zecche.
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