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Censite le barriere
architettoniche
e stanziati 50 mila
euro per abbatterle
Il Comune verso l’eliminazione degli
ostacoli che impediscono l’accessibilità agli spazi pubblici alle persone
con disabilità motorie e agli anziani
L’amministrazione comunale ha stanziato 50
mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi
pubblici esterni. E in questi giorni è in fase di affidamento l’incarico a
un professionista per redigere il progetto esecutivo.
Lo studio verrà eseguito sulla base
dell’operazione attivata già a partire dal 2001 dall’assessore ai Servizi
sociali, Katia Barattin, che ha voluto promuovere su tutto il territorio
comunale un censimento, con documentazione fotografica, relativo alle
situazioni strutturali presenti nelle aree pubbliche esterne, specie sui
marciapiedi, che impediscono l’accessibilità a chi ha difficoltà di
movimento. L’obiettivo, appunto, è quello di andare incontro a persone con
importanti disabilità motorie, ma anche di favorire tutti quegli anziani –
compresi i bambini sui passeggini - per i quali anche ostacoli
apparentemente poco significativi possono diventare un problema.
Quella di eliminare le barriere
architettoniche è anche un’esigenza specifica segnalata dagli operatori e
dai volontari della casa di riposo. Infatti, tra le attività
educativo-animative rivolte agli ospiti della struttura vi è quella delle
uscite periodiche a piedi nella zona di Ponte nelle Alpi – Polpet. E’ in
questi casi che sono state riscontrate difficoltà di spostamento lungo la
maggior parte dei marciapiedi.
Così, in collaborazione con l’assessorato
ai Lavori pubblici, retto da Cesare Poncato, sono state individuate e
fotografate tutte le situazioni in cui intervenire, suddividendole in gruppi
per zona in modo da presentare una linea logica di priorità a chi dovrà
progettare i lavori. In questa fase è stata data precedenza ai marciapiedi
che collegano la casa di riposo al centro di Ponte e in tutto viale
Dolomiti.
Il censimento è stato possibile grazie alla
collaborazione gratuita di due volontari, gli ingegneri Rudi De Battista
(consigliere comunale) e Elvi Pierobon, i quali hanno offerto il loro
contributo con particolari sensibilità al problema e competenza
professionale.
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