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Ponte nelle Alpi, 11 marzo 2003
Dirigenti dell’Ater ed amministratori
comunali
visitano i lavori di recupero edilizio ad
Arsiè
Procedono bene i lavori dell’Ater per il
recupero di tre edifici ad Arsiè di Ponte nelle Alpi. Soddisfazione è stata
espressa dal presidente Luigino Tremonti e dal direttore Carlo Cavalet dopo
il sopralluogo ai cantieri eseguito insieme con il sindaco Vittorio Fregona
e l’assessore all’Urbanistica Tarcisio De Col.
Così, dopo una non semplice trattativa con
i numerosi proprietari condotta dall’Amministrazione comunale, l’Azienda
territoriale per l’edilizia residenziale della provincia di Belluno sta
portando a termine gli interventi nei tre fabbricati costruiti alla fine
dell’Ottocento e pregevoli per la loro tipologia urbana e rurale tipica di
quel periodo. I lavori, iniziati la scorsa estate, dovrebbero concludersi
nei primi mesi del prossimo anno.
L’operazione edilizia consiste nella
realizzazione di nove alloggi il cui volume complessivo è di 2464 metri
cubi. Si tratta di un appartamento piccolo da 45 metri quadri, di 2 medi da
52 mq. e di altri 6 di media dimensione da 64 mq. ciascuno; due di questi
sono accessibili anche da disabili. Le opere in costruzione richiedono
particolare attenzione e sono sotto l’attenta osservazione della
Soprintendenza in quanto si deve procedere al restauro statico delle
murature portanti, dei solai e delle scale che mantengono l’aspetto e la
struttura originarie in legno con travatura a vista, senza alterare
l’aspetto architettonico dell’epoca; creando comunque degli alloggi con ogni
comfort e con impianti tecnologicamente avanzati.
La spesa per realizzare il recupero
edilizio ammonta a 2 miliardi e 115 milioni delle vecchie lire, finanziata
con un miliardo e 315 milioni con fondi dell’Ater (reperiti con la legge
560/93) e con il contributo di 800 milioni della Regione Veneto. La maggior
parte di queste abitazioni saranno assegnate a nuclei familiari o persone
singole che rientrino nelle graduatorie comunali.
“L’attività dell’Ater in provincia di
Belluno – ha spiegato il presidente Tremonti – si pone lo scopo primario di
offrire alla gente opportunità di rimanere nei paesi di montagna, specie
laddove il privato difficilmente può intervenire in quanto gli investimenti
per questo genere di recupero sono consistenti e i prezzi di mercato nelle
zone decentrate invece sono bassi. Proprio a questo scopo, nell’ Anno
internazionale della Montagna l’Ater di Belluno ha chiesto alle altre
Aziende del Veneto di porre particolare attenzione alla nostra provincia. E
così è stato: ognuna ha rinunciato all’1 per cento della propria quota a
favore della montagna bellunese. Il che significa un beneficio di circa 400
mila euro”.
Luigino Tremonti ha riferito inoltre che le
domande di abitazioni inoltrate all’Ater sono in crescita: intorno alle 600
l’anno scorso. La media negli ultimi tempi è di una trentina di alloggi
realizzati all’anno.
L’intervento di Arsiè è eseguito
dall’impresa dei fratelli Facchin di Puos d’Alpago su progetto dell’ingegner
Raffaele Piva e del perito Ermes Dal Pont dell’ufficio tecnico dell’Ater;
quest’ultimo è direttore dei lavori con l’ingegner Giovanni Rizzardi Soravia.
Nella foto: da sinistra il sindaco Vittorio
Fregona, il presidente dell'Ater Luigino Tremonti, il direttore dell'Ater
Carlo Cavalet e l'assessore all'Urbanistica del Comune Tarcisio De
Col.
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