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Ponte nelle Alpi, 5 maggio 2003
No a tutto campo alla discarica di Fiorane
I capi frazione, con Comune e ambientalisti,
chiedono un incontro con la Regione
I capi frazione di Ponte nelle Alpi sono
scesi nuovamente in campo per ribadire il “no” fermo alla discarica di
Fiorane. E, con i gruppi ambientalisti e con il sindaco, sono intenzionati a
recarsi a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale, per tentare di
bloccare il progetto che sta seguendo il suo iter, forti dell’opposizione
al sito proveniente da tutta la cittadinanza pontalpina: Ponte ha già una
discarica, Pra de Anta, e non se ne vuole assolutamente un’altra.
I presidenti dei comitati frazionali,
dunque, dopo la raccolta di 3.804 firme eseguita nel 2001, ora si sono
incontrati nel centro civico di Casan con i rappresentanti del Movimento per
l’ambiente di Ponte nelle Alpi e alla presenza del primo cittadino per
dibattere il problema che da tempo preoccupa sia la popolazione e sia
l’Amministrazione comunale. Oltre a riconfermare l’unanime contrarietà al
proposito contenuto nel Piano provinciale dei rifiuti che prevede una grande
discarica nell’ex cava del cementificio di Cadola ove conferire gli scarti
dall’impianto di Maserot, i rappresentanti dei cittadini di Ponte hanno
deciso di assumere nuove iniziative per impedire la realizzazione del sito.
Il dibattito è stato ricco di spunti e
approfondito circa le tematiche specifiche, seppur con dei distinguo. Per
parte loro i rappresentanti del Comitato Salvaguardia Ambiente di Ponte
nelle Alpi criticano l’intera impostazione del Piano provinciale dei
rifiuti, che giudicano inadeguato e non rispettoso degli obiettivi e delle
finalità del decreto Ronchi e della stessa normativa regionale. Propongono
quindi un modello di gestione dei rifiuti nella provincia di Belluno che si
basi sulla raccolta differenziata spinta.
Anche l’Amministrazione comunale esprime il
no assoluto alla discarica, ma, sulla base dell’analisi dell’esperto
Raffaello Cossu, preferisce opporsi con argomenti scientificamente studiati
senza trascurare di proporre alternative. In sostanza, il Comune di Ponte
nelle Alpi appoggia l’ipotesi espressa dalla Provincia di Belluno di
convertire in carbone il combustibile da rifiuto, vale a dire la parte secca
del Maserot definita con la sigla cdr. Qualora si realizzi questa
iniziativa, di fatto verrebbe a cadere la necessità di costruire una
discarica.
Alla fine dell’esauriente discussione è
stato deciso in maniera unanime dai presenti di comporre una delegazione per
portare nuovamente le istanze direttamente in Regione davanti alla 7^
Commissione consiliare per l’Ecologia e la Tutela dell’ambiente e la Difesa
del suolo, presieduta da Maurizio Conte. Intanto il Comune ha inoltrato a
Venezia la richiesta di audizione.
Un incontro con la 7^ Commissione di un
nutrito gruppo si cittadini capeggiati dagli amministratori comunali e dai
comitati ambientalisti, con il supporto del professor Cossu, era avvenuto
anche l’8 gennaio dello scorso anno. Ma la procedura del progetto iniziale
ha continuato il suo corso.
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