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Ponte nelle Alpi, 21 giugno 2003
ICI A PONTE : NON SONO CARTELLE , TANTOMENO PAZZE
Intervento del responsabile del Settore Finanziario del Comune
La notizia apparsa sulla stampa in relazione
alle presunte cartelle pazze dell’Ici, così com’è stata pubblicata,
evidenzia una presunta situazione disastrosa perché parte dall’errata
concezione che all’utente sia stata inviata una cartella di pagamento,
mentre si tratta di un avviso di scadenza.
Dalla lettura dell’articolo sembra che
l’ufficio tributi non ne combini una giusta. Si approfitta dell’occasione
per denunciare anche una presunta doppia emissione di bollette pazze
dell’acqua. Non erano assolutamente pazze e non è stata fatta alcuna doppia
bollettazione, ma erano state emesse due bollette relative ad anni diversi.
Che è altra cosa.
L’ufficio, al di là di ogni polemica,
invita i cittadini, i cui beni non abbiano subito variazioni, a versare la
prima rata dell’ici 2003 nella misura del 50% dell’importo pagato nell’anno
2002 così come è indicato nell’avviso recapitato. Per qualsiasi altro dubbio
o chiarimento contattare l’ufficio tributi 0437 986761.
Tornando nel
merito dell’avviso incriminato, il Comune non ha trasmesso cartelle di
pagamento. Ha trasmesso solamente una comunicazione con la quale si
ricordano all’utente le modalità di pagamento, le aliquote e la detrazione
per l’abitazione principale. Nella stessa non esiste alcun riferimento a
cifre da pagare, tanto meno maggiorate.
E’ sbagliato
anche parlare di disguidi. La decisione di comunicare le posizioni è stata
presa con coscienza, è stato valutato l’impatto e predisposta una apposita
casistica e tempistica con le possibili soluzioni immediate e meno gravose
per l’utente. I dati sono stati comunicati per risolvere problemi di cui
siamo pienamente coscienti e non per caso o per errore. La decisione è
stata motivata dall’esigenza di confrontare i dati inseriti nei nostri
archivi con quelli che risultano agli utenti con lo scopo di aggiornare le
situazioni. Inoltre la scelta di utilizzare l’avviso di scadenza della rata
Ici per comunicare i dati è stato dettato dall’occasione di risparmiare i
soldi di una seconda spedizione, di facilitare l’utente che ha, nello stesso
momento in cui deve valutare l’entità dei suoi immobili, la possibilità di
controllare la situazione in possesso del Comune.
Questo è
comunque un problema tecnico e non un problema politico. La giunta comunale
fornisce i propri indirizzi e controlla i risultati con assiduità. Nel
merito, l’indirizzo è quello di raggiungere al più presto il completo
controllo delle posizioni Ici al fine di permette al Comune di comunicare
veramente all’utente anche l’importo da pagare con trasmissione di
bollettini già prestampati.
Si ritiene pertanto veramente ingiusto
muovere accuse tanto pesanti e con tanta leggerezza al servizio tributi e/o
anche dire che esso non è migliorato. Questa affermazione è un offesa ed
un oltraggio al personale che lavora con dedizione, senso di responsabilità
e spirito di abnegazione veramente encomiabili. Basta pensare alla mole
di lavoro che si sobbarca l’ufficio per la riscossione diretta, migliorando
senz’altro la qualità del servizio, oltre che ottenere una notevole
diminuzione delle spese di riscossione.
Inoltre non è vero che l’ufficio tributi ha
diminuito l’orario di apertura per il pubblico. Anzi lo ha portato da 18
ore settimanali a 21 ore settimanali, senza tenere conto dei sabati in cui
l’ufficio è aperto per le scadenze tributarie.
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