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COMUNE DI PONTE NELLE ALPI

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comunicato dell'incontro in tema di accessi Anas

Ponte nelle Alpi, 17 gennaio 2003

         Per il momento gli utenti colpiti dal balzello prendono tempo prima di pagare il canone sugli accessi lungo le strade esterne ai centri abitati di competenza dell’Anas. E nel frattempo i deputati Maurizio Paniz e Maurizio Fistatol mettono a punto una linea comune che possa produrre risultati entro breve tempo a livello ministeriale, parlamentare e presso l’ente delle strade statali. Intanto Paniz ha già cominciato ad  sollevare la questione presso il ministro delle Infrastrutture Lunardi e il responsabile dei Lavori pubblici di Forza Italia.

         Comunque bisogna muoversi in fretta perché l’Anas ha posto come termine ultimo di pagamento del canone la prima decade di febbraio.

Così questa mattina in municipio c’erano tutti, o quasi, gli invitati dal sindaco Fregona per studiare una strategia capace di portare sul piano dell’equità le cifre stratosferiche imposte dall’Anas.

Però l’Anas non c’era, seppur invitata.    

I numerosi cittadini presenti hanno dimostrato, con bollette vecchie e nuove alla mano, i rincari che qualcuno ha definito da usura, in tutti i casi di gran lunga superiori all’indice Istat. Da saldare ci sono gabelle salatissime, senza giustificazione e incomprensibili per la loro diversità: per il 2003 una famiglia è passata da 39 euro dell’anno scorso a 127, 84, un’altra da 54,25 a 695,77 e così via; l’hotel Dante dovrà sborsare l’equivalente di 12 milioni di vecchie lire. Ma che batte tutti è la bolletta presentata ad un bar di Cesiomaggiore: 6.543 euro a fronte dei 69,30 dell’anno scorso. «Un rincaro di circa il 10 mila per cento – ha sottolineato il vice sindaco di Cesio, Antonio Rigoni, presente all’incontro – ma il peggio è che sembra che queste cifre rappresentino solo un acconto su un dato totale da pagare. È una situazione inaccettabile».

Il problema del canone esoso dell’Anas sollevato in provincia di Belluno nel 1999 è ancora insoluto, ma quello dell’aumento strepitoso per il 2003 è stato riportato con forza d’attualità soprattutto dai residenti nell’area pontalpina che comprende Ponte delle Schiette, Lizzona e La Secca, centri abitati lungo la strada statale di Alemagna che non sono ritenuti tali dall’Anas, nonostante le segnalazioni contrarie del Comune. Questo è il motivo per cui il sindaco di Ponte nelle Alpi ha assunto l’iniziativa di indire l’incontro tra parlamentari, consiglieri regionali, Provincia, amministratori comunali, associazioni di categoria e appunto l’ente delle strade statali.

Non è escluso che vengano coinvolte in questa battaglia le grandi reti televisive, strumenti spesso più incisivi di tante azioni politiche.

All’intervento di Vittorio Fregona, il quale ha esposto il problema commentando che questo è un altro segno della non volontà di appianare le difficoltà di chi vive in montagna, ha fatto eco Adolfo Bortoluzzi, del Comitato frazionale di Ponte delle Schiette, Lizzona, La Secca, che ha presentato il quadro poco edificante della sua zona: insicurezza sul piano idrogeologico, assenza di metanizzazione e ora anche l’aggravio di questa tassa: «Tutto per impedire la sopravvivenza nelle aree periferiche» ha detto.

         Sono intervenuti, oltre agli onorevoli Paniz e Fistarol, i rappresentanti dell’Assindustria, dell’Unione Artigiani, dell’Ascom, l’assessore provinciale Efrem De Col, il consigliere regionale Guido Trento, l’assessore comunale Cesare Poncato e il consigliere comunale Giovanni Bortot.

 

 

 

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le notizie riportate in queste pagine sono l'originale dei comunicati inviati alla nostra redazione dal comune