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Per il momento gli utenti colpiti dal balzello prendono tempo prima
di pagare il canone sugli accessi lungo le strade esterne ai centri abitati
di competenza dell’Anas. E nel frattempo i deputati Maurizio Paniz e
Maurizio Fistatol mettono a punto una linea comune che possa produrre
risultati entro breve tempo a livello ministeriale, parlamentare e presso
l’ente delle strade statali. Intanto Paniz ha già cominciato ad sollevare
la questione presso il ministro delle Infrastrutture Lunardi e il
responsabile dei Lavori pubblici di Forza Italia.
Comunque bisogna muoversi in fretta perché l’Anas ha
posto come termine ultimo di pagamento del canone la prima decade di
febbraio.
Così questa mattina in
municipio c’erano tutti, o quasi, gli invitati dal sindaco Fregona per
studiare una strategia capace di portare sul piano dell’equità le cifre
stratosferiche imposte dall’Anas.
Però l’Anas non c’era,
seppur invitata.
I numerosi cittadini
presenti hanno dimostrato, con bollette vecchie e nuove alla mano, i rincari
che qualcuno ha definito da usura, in tutti i casi di gran lunga superiori
all’indice Istat. Da saldare ci sono gabelle salatissime, senza
giustificazione e incomprensibili per la loro diversità: per il 2003 una
famiglia è passata da 39 euro dell’anno scorso a 127, 84, un’altra da 54,25
a 695,77 e così via; l’hotel Dante dovrà sborsare l’equivalente di 12
milioni di vecchie lire. Ma che batte tutti è la bolletta presentata ad un
bar di Cesiomaggiore: 6.543 euro a fronte dei 69,30 dell’anno scorso. «Un
rincaro di circa il 10 mila per cento – ha sottolineato il vice sindaco di
Cesio, Antonio Rigoni, presente all’incontro – ma il peggio è che sembra che
queste cifre rappresentino solo un acconto su un dato totale da pagare. È
una situazione inaccettabile».
Il problema del canone esoso dell’Anas
sollevato in provincia di Belluno nel 1999 è ancora insoluto, ma quello
dell’aumento strepitoso per il 2003 è stato riportato con forza d’attualità
soprattutto dai residenti nell’area pontalpina che comprende Ponte delle
Schiette, Lizzona e La Secca, centri abitati lungo la strada statale di
Alemagna che non sono ritenuti tali dall’Anas, nonostante le segnalazioni
contrarie del Comune. Questo è il motivo per cui il sindaco di Ponte nelle
Alpi ha assunto l’iniziativa di indire l’incontro tra parlamentari,
consiglieri regionali, Provincia, amministratori comunali, associazioni di
categoria e appunto l’ente delle strade statali.
Non è escluso che vengano coinvolte in questa
battaglia le grandi reti televisive, strumenti spesso più incisivi di tante
azioni politiche.
All’intervento di Vittorio
Fregona, il quale ha esposto il problema commentando che questo è un altro
segno della non volontà di appianare le difficoltà di chi vive in montagna,
ha fatto eco Adolfo Bortoluzzi, del Comitato frazionale di Ponte delle
Schiette, Lizzona, La Secca, che ha presentato il quadro poco edificante
della sua zona: insicurezza sul piano idrogeologico, assenza di
metanizzazione e ora anche l’aggravio di questa tassa: «Tutto per impedire
la sopravvivenza nelle aree periferiche» ha detto.
Sono intervenuti, oltre agli onorevoli Paniz e
Fistarol, i rappresentanti dell’Assindustria, dell’Unione Artigiani, dell’Ascom,
l’assessore provinciale Efrem De Col, il consigliere regionale Guido Trento,
l’assessore comunale Cesare Poncato e il consigliere comunale Giovanni
Bortot.
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