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Ponte nelle Alpi, 28 aprile 2003
“Lago pulito 2003”
La efficiente esercitazione di protezione
civile e la grande mobilitazione di volontari
C’era di tutto nel lago di Santa Croce e
lungo le sue sponde: tanta plastica e tanto ferro, ma anche diverse bombole
per il gas utilizzate come boe galleggianti e un frigorifero. Poi immondizie
di ogni genere. In tutto, domenica (ieri), sono stati raccolti 50 quintali
di rifiuti. Si tratta di una grande quantità di scarti abbandonati; ma
comunque in misura inferiore se confrontata con quella dei medesimi
interventi di pulizia ambientale eseguiti in passato.
“E’ un segno positivo che dimostra come le
persone siano sempre più responsabili e sensibili verso l’ambiente” ha
commentato Iliano De Vettor, ideatore e coordinatore dell’operazione “Lago
pulito 2003”, responsabile della Protezione civile pontalpina e capo ufficio
tecnico del Comune di Ponte nelle Alpi capofila dell’iniziativa che ha
coinvolto i cinque Comuni dell’Alpago: Pieve, Puos, Ferra, Chies e Tambre.
Alla mobilitazione, che è servita come
esercitazione per un’ipotetica esondazione delle acque del bacino, sono
stati 150 i volontari che hanno risposto alla chiamata dei gruppi di
Protezione civile dell’area interessata.
Alla fine dell’operazione, finalizzata al
soccorso a persone e animali, la macchina dell’emergenza è risultata
efficace: esercitazione ottima e organizzazione perfetta. In breve tempo è
stato allestito il campo di accoglienza con capannone, sono stati installati
i ponti radio, confezionati quasi 200 pasti caldi (con la possibilità di
farne oltre 300). I soccorritori sono intervenuti sia sul lago con le barche
e sia dalla parte delle sponde calandosi con le corde laddove il costone era
scosceso e impervio.
“Un’efficienza di questo livello non si crea
per caso – ha continuato De Vettor. – Infatti la Protezione civile del
Comune di Ponte da tempo cura corsi di primo soccorso. Poi, per ogni
specialità, vengono organizzati altri corsi specifici. Anche in Alpago si
tengono simili lezioni”.
Con questo tipo di operatività nell’area del
lago è stato conseguente trasformare l’esercitazione in attività ecologica.
I volontari, suddivisi in squadre, hanno avuto una zona da curare e un
compito preciso da svolgere. Anche gli amministratori pubblici hanno
partecipato attivamente: tra i 15 intervenuti c’erano anche il sindaco di
Ponte nelle Alpi e i primi cittadini alpagoti di Pieve, Puos e Tambre con
l’ex di Farra, il presidente della Comunità montana dell’Alpago e il vice di
quella di Belluno-Ponte nelle Alpi. E ogni ente ha messo in campo i propri
automezzi: 13 tra auto, furgoni e autocarri.
Poi c’erano i carabinieri con un’auto, il
corpo forestale dello Stato con 2 campagnole, il Radioclub Belluno 2
campagnole, l’Emergenza volontari Alpago (Eva) con un’ambulanza, i Pescatori
Alpago con 5 barche, gli Assistenti bagnanti Belluno con 4 barche. Hanno
collaborato anche gli scout, la Pro loco Santa Croce, vari volontari
autonomi e l’Enel. Ma il grosso dell’operazione è stato svolto dagli uomini
e donne della protezione civile dell’Ana Ponte nelle Alpi - Soverzene (40
presenze) e dell’Ana Alpago (20 presenze). Insomma, il campo base nell’area
della Pro loco di Santa Croce per tutta la giornata è stata un via vai,
organizzato, di mezzi e di persone.
C’è da ricordare che una parte degli alpini
del settore della Protezione civile di Ponte-Soverzene, passati di recente
sotto la guida di Giuseppe De Biasi, era assente perché ha partecipato col
proprio mezzo ad una analoga manifestazione a Lendinara.
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