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Ponte nelle Alpi, 8 aprile 2003
E’ pronto il progetto per
fornire il gas propano liquido a Quantin
Un deposito unico per la distribuzione in
rete di combustibile a costo contenuto
Il progetto per servire le
abitazioni di Quantin di gas propano liquido (gpl) è pronto. Lo ha
predisposto il Bim Piave che in questi giorni lo ha presentato al Comune di
Ponte nelle Alpi e per la realizzazione del quale investirà a suo totale
carico 251.173,36 euro, circa mezzo miliardo delle vecchie lire.
Si tratta di una
iniziativa sperimentale attivata dell’azienda bellunese per fornire il gas
anche in quelle zone che non sono servite dalla rete del metano e che
difficilmente saranno “metanizzate” dati i costi insostenibili per
raggiungere ogni luogo della provincia. Il progetto pilota per il gpl
coinvolge solamente tre località bellunesi: Quantin, che è la frazione più
in quota di Ponte nelle Alpi, Forno di Zoldo e Pecol di Zoldo Alto. Ed ha
come esempio significativo la prima esperienza di questo tipo avviata in
provincia dall’Italgas a Danta di Cadore.
Dal punto di vista tecnico,
l’intervento contempla la costruzione di un unico serbatoio interrato per il
deposito del gas, che sarà rifornito da autocisterne, e la realizzazione
della rete canalizzata di distribuzione.
Sulla particolarità
dell’intervento, oltre che sul significato e sull’importanza dell’utilizzo
di energia pulita e alternativa, era stata messa al corrente la popolazione
durante una riunione che si era svolta un anno e mezzo fa a Quantin alla
presenza dei dirigenti del Bim e degli amministratori comunali di Ponte
nelle Alpi. Già in quella occasione i residenti avevano accolto con favore
l’idea ad avevano espresso una prima adesione all’allacciamento.
Così, senza sottovalutare
l’aspetto di salvaguardia ambientale e il senso di servizio sociale che
riveste l’iniziativa, la rete di canalizzazione a gpl, laddove non può
arrivare il metano, assume particolare interesse anche per i molteplici
vantaggi che offre: continuità dell’erogazione del combustibile; non dover
anticipare la spesa di stoccaggio, ma pagare a consumo avvenuto; diminuzione
dei costi di manutenzione delle caldaie perché non viene prodotta fuliggine;
utilizzare un’unica fonte di alimentazione per riscaldamento, acqua calda e
uso cucina; spendere meno rispetto alla soluzione gasolio più bombole;
riduzione delle emissioni in atmosfera di particelle inquinanti; maggiore
sicurezza in quanto esiste una sola area di deposito costantemente
monitorarta e controllata invece della presenza di numerosi bomboloni e
cisterne potenzialmente pericolosi per la possibile fuoriuscita di gas.
Riportiamo i dati forniti
dal Bim relativi alla resa e ai costi del gas propano liquido.
Per quanto riguarda il
potere calorifico, un metro cubo di metano fornisce una quantità
corrispondente a quella fornita da 0,97 litri di gasolio e 0,36 metri cubi
(o 0,75 kg) di gas propano liquido
Se raffrontiamo il sistema
di fornitura di calore in uso dalla maggior parte delle utenze non servite
dalla rete di metanizzazione, cioè gasolio per riscaldamento e per acqua
sanitaria più gpl in bombole per uso cucina, si stima che in una famiglia
tipo il consumo annuo di 8 bombole e di 1834 litri di gasolio ammonti a
1.497,44 euro; mentre il costo complessivo, compreso il fisso, del gpl in
rete canalizzata sia di 1.128,08 euro. Vediamo anche che se una famiglia con
le stesse caratteristiche consuma metano (2 mila metri cubi) spende 1.101
euro e se utilizza il gpl in bomboloni ha un costo di 1.656,48 euro.
In conclusione, la
differenza di spesa all’anno rispetto al metano (che è il più conveniente) è
per gpl in rete canalizzata + 27,08 euro, per gasolio e gpl in bombole +
396,44 euro, per gpl in bomboloni + 555,48 euro.
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