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Ponte nelle Alpi, 6 agosto 2003
Il sindaco invita la Provincia a
controllare la cava di Vich
Il sindaco, Vittorio Fregona, ha inoltrato
alla Provincia la richiesta di proseguire nel monitoraggio delle vibrazioni
prodotte dagli spari delle mine nella cava di Vich dove viene estratto il
calcare per produrre cemento. L’ente di Palazzo Piloni, preposto a questo
genere di controlli ambientali, viene invitato inoltre a valutare la
possibilità di porre un’ulteriore limitazione delle cariche esplosive, in
particolare nella vicinanza delle abitazioni.
L’iniziativa del primo cittadino di Ponte
nelle Alpi è dettata dalle rinnovate lamentele espresse in quast’ultimo
periodo dai residenti nell’area limitrofa alla cava, specie nella zona verso
Lizzona. Pertanto è necessario verificare se da parte della ditta Buzzi
Unicem, proprietaria del cementificio, vengono rispettate le prescrizioni di
limitazione all’attività esplosiva dettate con ordinanza della Regione
Veneto; condizione raggiunta grazie all’intervento deciso del Comune
attraverso l’opera del vice sindaco Tarcisio De Col e del consigliere Rudi
De Battista.
Infatti, oltre alla
diminuzione della quantità di esplosivo nelle cariche collocate nell’area di
escavazione vicina alle case, per tutto l’anno 2002 nella cava di Vich era
entrato in funzione uno strumento per la registrazione vibrometrica. Poi,
per altri 5 mesi, era stato eseguito un ulteriore monitoraggio, il quale
aveva dato esiti entro i parametri stabiliti. Ma dal mese di luglio gli
abitanti lamentano scoppi di rinnovata intensità. Bisognerà accertare ora se
si tratta di una attività estrattiva oltre la norma oppure se il disturbo è
dipeso da una particolare conformazione della roccia che potrebbe provocare
vibrazioni più intense.
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