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COMUNE DI PONTE NELLE ALPI

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                                                                    Ponte nelle Alpi, 28 febbraio 2003

Luigi Roccon e Vittorio Fregona visitano le opere di presa del Rio dei Frari

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 Ponte nelle Alpi, 28 febbraio 2003

COMUNICATO AGLI ORGANI D’INFORMAZIONE

Luigi Roccon e Vittorio Fregona visitano le opere di presa del Rio dei Frari


Prima del collaudo che sarà eseguito venerdì prossimo, una delegazione di amministratori e tecnici, questa mattina, è salita fino alla presa dell’acquedotto del rio dei Frari. Per molti era la prima volta e per tutti si è trattato di una bella esperienza e di una forte emozione: finalmente a Ponte nelle Alpi, ma anche a Belluno, siccità come quelle dell’anno scorso non fanno più paura.
Guidati dall’ingegner Roberto Monti e dal tecnico Leonardo Pra Floriani della ditta Monti di Auronzo che ha costruito l’ultima parte e concluso l’opera, in quota si sono stretti la mano con soddisfazione il presidente della Comunità montana Belluno-Ponte nelle Alpi, Luigi Roccon e il sindaco pontalpino Vittorio Fregona. Insieme con loro c’erano: per la Comunità il vice presidente Vito Vottre e il capo ufficio tecnico Piero Da Ronch; per il Comune di Ponte il vice sindaco Tarcisio De Col, l’assessore ai Lavori pubblici Cesare Poncato e il capo settore tecnico Iliano De Vettor.
Le opere di presa, che portano a valle 80 litri di acqua al secondo, sono realizzate a quasi 700 metri di altitudine al termine di una galleria lunga 1.800 metri, larga 4 e alta 3 metri. Il traforo della montagna, il cui ultimo diaframma è caduto il 26 giugno scorso, si è reso necessario per poter raggiungere con mezzi di trasporto e in ogni stagione l’impianto di captazione, in quanto la zona è particolarmente impervia.
Sotto il piano viabile della galleria sono collocati due tubi: uno in ghisa per l’acqua potabile e uno per lo scarico delle acque di drenaggio della montagna. Inoltre, dalla cosiddetta “progressiva 750 metri”, cioè da quasi metà traforo, scende un’altra tubatura fissata al fianco del tunnel che capta direttamente dalla roccia dai 16 ai 25 litri di acqua al secondo e che viene convogliata nell’acquedotto del rio Salere. E’ con quest’acqua che lo scorso inverno si sono potute risolvere le emergenze peggiori che avevano colpito il rifornimento idrico di Ponte nelle Alpi.
Si è conclusa, dunque, la prima e più importante parte dell’acquedotto del rio dei Frari. Si dovrà ancora costruire la vasca sul Col Coltron, a monte di Nuova Erto, con la relativa condotta e impianto di potabilizzazione, ciò per razionalizzare il sistema capace di far salire l’acqua fin oltre Piaia senza l’ausilio di pompe e di portarla a Fiammoi per essere immessa nella rete di Belluno, dato che una parte della risorsa idrica del Rio dei Frari servirà il comune capoluogo. Per far questo è già stato affidato all’ing. Walter Mazzoran l’incarico di eseguire lo studio preliminare.
Il progetto del grande acquedotto del Rio dei Frari, per la cui realizzazione c’è stata la concessione alla Comunità montana da parte della Regione, fu predisposto nel 1988 dall’ingegnere pontalpino Roberto Mares, grazie alla brillante intuizione dell’allora presidente della “Bellunese”, il compianto Gino Reolon. Dopo di che si susseguirono intoppi di vario genere, non ultimi quelli finanziari. Ora però l’intento è stato raggiunto grazie alla determinazione del presidente Roccon e all’impegno della Regione.
“Con il Rio dei Frari – spiega Luigi Roccon - abbiamo creato un sistema di potenziamento anche dell’acquedotto consortile, attraverso il quale possiamo “esportare” acqua nel Trevigiano, nei comuni di Segusino e Valdobbiadene”.
“Ma - conclude il presidente comunitario – va sottolineato anche il fatto che è possibile fornire subito acqua a Ponte nelle Alpi grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale guidata da Fregona, la quale ha predisposto, con risorse proprie, una nuova condotta che ha attraversato il Piave e che ha raggiunto l’abitato di Cadola; un intervento, quindi, capace di sfruttare l’acqua in simultanea con la conclusione dei lavori”.
 

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