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Ponte nelle Alpi, 28 maggio 2004
Le terze dell’Oltrerai, vincitrici del
concorso “Che gusto c’è”, hanno ritirato
il premio a Roma e una rappresentanza
degli alunni è stata ricevuta al Quirinale
Gli
alunni delle classi terze A e B della scuola elementare dell’Oltrerai di
Ponte nelle Alpi, giovedì scorso (ieri) a Roma, presso l’Istituto Romano
“San Michele” in zona Eur, sono stati premiati per il loro “Gioco
dell’oca” che ha partecipato al concorso nazionale “Che gusto c’è”
indetto dal ministero delle Politiche agricole e forestali.
Nella
capitale questi scolari del plesso pontalpino c’erano tutti a
rappresentare il Veneto, fatta accezione per un paio costretti a letto dalla
varicella. Inoltre cinque di essi (Simone De Fina, Nicol Masoch, Luciana
Orzes, Federico Renganeschi e Alberto Romor), in rappresentanza dei compagni
di classe, sono stati ricevuti in Quirinale; doveva esserci il Presidente
della Repubblica, ma purtroppo Ciampi ha avuto un improvviso malore. I
bambini comunque hanno potuto visitare le sale di rappresentanza e i
giardini della “Casa degli italiani”. Un’altra particolarità: dei
circa 500 bambini presenti alla premiazione, quelli dell’Oltrerai erano i
più piccoli.
Ma
non solo: prima di Roma, la settimana scorsa, le classi erano state ospitate
per tre giorni in un agriturismo del Piemonte. E non è finita: il prossimo
autunno questi ragazzini di Ponte nelle Alpi avranno una festa tutta per
loro organizzata dalla Regione Veneto. Perché queste classi terze si sono
classificate prime tra le 1500 venete che hanno partecipato al concorso.
“Mi
congratulo con questi bambini e con le loro insegnanti - ha commentato
l’assessore alla Pubblica istruzione, Morena Pavei –
i quali si sono dimostrati particolarmente sensibili
nell’affrontare temi che richiedono molto impegno, giustamente premiato
con riconoscimenti importanti come questo.
Sono fiera di questa e delle altre scuole del nostro comune che
onorano Ponte nelle Alpi a livello regionale e nazionale”.
A
Roma, nel grande spazio allestito con un prato, piante, fiori e frutta veri,
i partecipanti sono stati intrattenuti da gicolieri, clown e dal famoso
piccolo coro della Fondazione “Marielle Ventre” diretto da Maria
Antonietta Ventre.
Il
lavoro degli scolari dell’Oltrerai, dal titolo “Missia la polenta e gira
l’oca”, è stato compreso nella rosa dei 20 premiati, uno per regione,
scelti tra 16.200 elaborati di altrettante classi che hanno coinvolto 450
mila bambini.
Si
è trattato di un progetto che si è snodato lungo un percorso di ricerca e
di manualità dedicato a un prodotto tipico della propria regione
nell’ambito del programma interregionale di comunicazione ed educazione
alimentare “Cultura che nutre” voluto dai ministeri delle Politiche
agricole e forestali e della Pubblica istruzione in collaborazione con l’Ismea,
l’istituto di Servizi per il mercato agroalimentare.
Questa
la motivazione: “Per l’originale scelta della forma del puzzle che si
accompagna a una grande abilità tecnica e ai contenuti accurati ed
esaustivi”.
Nell’aderire
al concorso i nostri alunni, insieme con le loro maestre Rossella Fiori,
Mirka Pierobon e Maria Luisa Rizzo, hanno pensato subito al piatto
tradizionale per eccellenza della terra bellunese e veneta: la polenta. Ma
come fare per rendere interessante un cibo semplicissimo e poverissimo?
L’unica via era quella di mettere in moto le inventive di tutti, comprese
quelle di una mamma.
Durante
i laboratori del martedì pomeriggio i bambini hanno costruito un originale
gioco dell’oca, realizzando un percorso con 63 caselle disegnate e
numerate che hanno formato un grande tagliere. Ogni figurina è stata
istoriata utilizzando i prodotti del grano turco: foiole (cartocci) della
pannocchia ritagliate e dipinte per raffigurare gli animali del cortile e
gli attrezzi del contadino, applicate
su cartoncino il cui sfondo è stato realizzato con la farina di diverse
tinte, colorata con la china. In questo tracciato gli alunni hanno inserito
anche schede scientifiche sul granoturco e antichi proverbi nostrani legati
alla polenta.
Quindi,
per dare un segno di multietnicità al lavoro compiuto, sono state
trascritte con l’alfabeto arabo le traduzioni dei vocaboli inerenti al
tema.
Gli
scolari della terza A: Marco
Andreina, Francesca Bona, Elena Bortot, Nicola Cecchetto, Stefania Cordella,
Omar Da Boit, Anna Laura De Pasqual, Michele De Pra, Jacopo Facchin, Alice
Formenti, Mattia Nogarè, Moreno Pierobon, Ylenia Risini e Veronica
Zampieri.
Gli
scolari della terza B: Michele Barzan, Damiano Ciaramella, Roberta Collazuol,
Daniela De Bettio, Simone De Fina, Daniele Delle Donne, Damiano Fontana,
Nicol Masoch, Alessia Orzes, Luciana Orzes, Federico Renganeschi, Alberto
Romor ed Elena Tatic.
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