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COMUNE DI PONTE NELLE ALPI

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                                                                           Ponte nelle Alpi, 3 maggio 2004

 

Ristori territoriali a risarcimento dei danni per la costruzione dell’A27

 

Fregona chiede un incontro a Gamberale alla presenza di De Bona

 Se non riprenderanno i lavori il Comune procederà per vie legali

 

Il sindaco di Ponte nelle Alpi, Vittorio Fregona, ha chiesto un incontro urgente con l’amministratore delegato della società Autostrade per l’Italia, Vito Gamberale, alla presenza del presidente della Provincia, Oscar De Bona, per far sì che i cantieri definiti di ristoro territoriale siamo immediatamente riaperti e che le opere vengano concluse al più presto.

“In caso di mancata ripresa dei lavori in tempi brevi – scrive Fregona a Gamberale – questa Amministrazione comunale, a tutela dei propri diritti, si troverà costretta a procedere per vie legali”.

Non è la prima volta che il sindaco di Ponte fa la voce grossa con le Autostrade, lo aveva fatto appena un mese fa, il 31 marzo 2004,  con la direzione del 9° Tronco della società Autostrade, a cui compete la A27, stimolando la ripresa normale dei lavori che poco il loro avvio, l’autunno scorso, sono stati letteralmente abbandonati.

E ora scende in campo anche il presidente De Bona il quale fa sentire autorevolmente il proprio peso per far sbloccare la situazione che ormai si trascina da un decennio.

Da realizzare sono quattro interventi a totale carico delle Austrostrade, del costo complessivo di 500 mila euro, consistenti nella sistemazione del bivio di Cadola verso Canevoi, nella costruzione di una strada a Col del Mas a servizio dell’acquedotto, nella realizzazione di un parcheggio accanto alla chiesa di Cadola e nel rifacimento del bivio di Castellin con modifica delle curve verso Vich; questi tre ultimi canteri sono stati abbozzati, mentre al bivio di Cadola non è stato dato nemmeno un colpo di piccone.

Si è aggiudicata l’appalto indetto dalle Autostrade la ditta Spaccaferro di Catanzaro, la quale a sua volta ha subappaltato le opere alla ditta Zappavigna di Locri.  

Il sindaco, nella lettera inviata a Vito Gamberane, fa presente che esiste un protocollo d’intesa tra Comune e Autostrade il quale disciplina i rapporti connessi con la realizzazione dei lavori, contenente obblighi che per parte sua l’Amministrazione civica ha soddisfatto, compresi i frazionamenti e gli espropri dei terreni, ancora all’inizio del 2001 con l’invio a Roma di tutta la documentazione. Però non è accaduto altrettanto per la società Autostrade che aveva sottoscritto l’impegno ad eseguire i lavori a propria cura e spese dopo la consegna da parte del Comune delle aree espropriate. E da allora sono trascorsi tre anni.

Fregona ricorda inoltre a Gamberale che una precedente diffida a compiere celermente gli interventi era stata inviata dal Comune alle Autostrade anche poco più di un anno fa, 21 marzo 2003.

Il guaio di tutta la vertenza sta in una pecca commessa dalla passata Amministrazione quando il 25 marzo 1999, nel firmare la convenzione, non ha inserito nessun limite temporale per la consegna definitiva delle opere.

 

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