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Ponte nelle Alpi, 2 maggio 2004
Festa del lavoro: celebrazione solenne
sul colle di Canevoi
La
ricorrenza del 1° maggio, che a Ponte nelle Alpi coincide con
l’anniversario della liberazione dai nazifascisti, si è svolta sul colle
di Canevoi ai piedi del grande monumento dedicato ai caduti del lavoro e di
tutte le guerre.
Organizzata
dall’associazione provinciale Mutiliati ed Invalidi sul lavoro insieme con
il Comune e con la collaborazione del Comitato frazionale di Cadola,
Canevoi, Piaia e Criol, la cerimonia della festa del Lavoro si è articolata
con gli accenti solenni che da
qualche anno la distingue.
Alla
celebrazione hanno partecipato autorità civili, religiose e militari,
dirigenti dell’associazione Mutilati e Invalidi, numerosi cittadini e
nutrite rappresentanze delle associazioni dei Bellunesi nel mondo e
d’arma: Alpini, Artiglieri, Marinai e Carabinieri, tutti con i rispettivi
gagliardetti.
“Tanto
più ora che il mercato del lavoro ha dimensioni globali – ha detto il
parroco di Cadola don Giuseppe De Biasio durante l’omelia della messa –
si deve mettere l’uomo al centro di ogni attività e interesse”. Quindi
l’arciprete ha ricordato la precarietà che incombe attualmente sui posti
di lavoro nelle nostre fabbriche, specie nel settore dell’occhialeria.
Il rito è stato accompagnato dalle voci della Schola cantorum
parrocchiale e dalla musica del corpo bandistico “Arrigo Boito” diretto
da Carlo De Battista.
Poi
è stata deposta una corona d’alloro sotto il monumento-faro che sovrasta
la Val Belluna, il Longaronese e l’Alpago e sono state
recitate le preghiere a tutti i caduti, scritta dall’alpino Mario
Dell’Eva, e alle vittime del lavoro.
“In
questa provincia che si caratterizza per genuinità, tradizione e cose
concrete – ha sottolineato Giuseppe Adami, commissario dell’associazione
provinciale Mutilati ed Invalidi sul lavoro – deve essere di segno alto
anche la cultura della prevenzione degli infortuni nei posti di lavoro. Che
purtroppo sono di attualità come gli incidenti che hanno provocato vittime
nel Longaronese”.
Il
sindaco, Vittorio Fregona, ha ricordato il grave momento in cui la pace del
mondo è minacciata dal terrorismo e ha rivolto un pensiero alle vittime di
Nasiriyah e al giovane Quattrocchi barbaramente ucciso in Iraq. “La libera
civiltà occidentale – ha continuato il
sindaco – non tollera sopraffazioni. La nostra radice è quella dei nostri
lavoratori che hanno esportato con onore in tutto il mondo la cultura della
solidarietà e del lavoro”.
La
manifestazione si è conclusa con un ricco rinfresco offerto a tutti dal
Comitato e dai volontari delle frazioni di Canevoi, Cadola, Piaia e Criol
guidati da Leonardo De Pra Panciera.
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