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COMUNE DI PONTE NELLE ALPI

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“Sora e sot la carpeta”: inaugurata a Forno di Zoldo

 la mostra degli studenti delle medie

            Il palazzo del Capitaniato di Forno di Zoldo, da oggi (sabato 5 giugno), ospita la bella mostra dal titolo “Sora e sot la carpeta” realizzata dagli alunni della scuola media dell’Istituto comprensivo “Dante Alighieri”.

Esposto con lo stile delle grandi rassegne è l’abbigliamento femminile zoldano tra l’Ottocento e il Novecento. Illustrato con pannelli serigrafati, il percorso espositivo si snoda tra gonne, sottogonne, camice, scialli, zoccoli e scarpet. Ma anche tra gli arcolai e i tessuti maggiormente utilizzati all’epoca, questi ultimi descritti dalla loro produzione in natura: lino, cotone, canapa, juta e seta. Sono in bella mostra anche i disegni, eseguiti dai ragazzi, tratti dal materiale fotografico raccolto rovistando tra i cassetti impolverati e nei vecchi bauli delle soffitte. Ma soprattutto annotando i particolari minuziosi frutto dei racconti degli anziani della Valle. Oltre alle nonne, alle bisnonne e alle prozie, sono stati intervistati anche gli ospiti della casa di riposo, specialmente una vecchietta di 100 anni.

Ideata e curata dalle insegnati di lettere Donatella De Pra e Guglielmina Sagui con il contributo attivo degli alunni, la mostra ha visto la collaborazione dell’insegnante di educazione artistica Donato Maria Bortolot  che ne ha curato l’allestimento e della sezione Moda dell’istituto “Brustolon” di Belluno che ha realizzato il costume intorno al quale si è articolata la rassegna.

Lo spunto principale è stato tratto dagli abiti del tempo indossati dalla pastorella scolpita ai piedi della Madonna di Caragaggio del gruppo ligneo realizzato da Giovanni Battista Panciera Besarel nella chiesa di Astragal fatta erigere nel 1835. A questo proposito lo studioso Flavio Vizzuti ha fatto un breve excursus sull’edificio sacro e sulla figura del capostipite della famiglia di scultori del legno che annovera il più famoso artista Valentino. E ha posto l’accento sul vasto e prezioso patrimonio artistico dello Zoldano.

Il dirigente scolastico, Massimo Pisello, si è soffermato sull’importanza di ricerche come questa che danno valore all’appartenenza al territorio. “In quest’epoca nella quale si guarda soprattutto al futuro – ha detto – è importante conoscere la nostra storia. Ciò deve aiutare le nuove generazioni a valorizzare il proprio territorio, la propria origine e la propria cultura per poter rimanere in Valle. Per questo in futuro organizzeremo dei corsi per formare giovani guide capaci di accompagnare turisti e residenti alla scoperta delle bellezze naturali e del patrimonio artistico della Valle di Zoldo”.

Il sindaco di Forno, Fausta De Feo, si è congratulata con gli insegnanti e con gli studenti per la brillante iniziativa e ha ringraziato le famiglie che hanno collaborato al reperimento del materiale esposto. La De Feo ha invitato la scuola a proseguire sulla strada della ricerca storica anche in prospettiva dell’apertura del “Museo del chiodo” proprio nello stesso Palazzo del Capitaniato che ospita la mostra. “Conoscendo il passato – ha sottolineato – è possibile costruire i futuro”.

All’inaugurazione della mostra hanno portato il loro saluto il presidente della Comunità montana Cadore Longaronese Zoldo, Renzo Bortolot, e il preside dell’istituto “Brustolon”, Andrea Serafini.

             

 

 

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